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6月26日 Il Muro« Mi sentivo stanco ed eccitato di un tempo. Non volevo più pensare a ciò che sarebbe successo all'alba, alla morte. Questo non concludeva nulla, non m'imbattevo che in parole e nel vuoto. Ma non appena cercavo di pensare a qualcos'altro, vedevo delle canne di fucile spianate contro di me. Venti volte di seguito, forse, ho vissuto la mia esecuzione; e una volta ho perfino creduto d'esserci per davvero: dovevo essermi addormentato un minuto. Mi trascinavano verso il muro ed io mi dibattevo; chiedevo loro perdono. Mi svegliai di soprassalto e guardai il belga: avevo paura di aver gridato nel sonno. Ma lui si lisciava i baffi, non aveva notato nulla. Se avessi voluto, credo che avrei potuto dormire un momento: stavo sveglio da quarantott'ore, ero sfinito. Ma non avevo voglia di perdere due ore di vita: sarebbero venuti a svegliarmi all'alba, io li avrei seguiti, inebetito dal sonno e sarei crepato senza fare "uff"; questo non lo volevo, non volevo morire come un cane, volevo capire. E poi temevo di avere degli incubi. Mi alzai, passeggiai in lungo e in largo e, per distogliermi da quelle idee, mi misi a pensare alla mia vita passata. Una quantità di ricordi mi si riaffacciarono, alla rinfusa. Ce n'erano di buoni e di cattivi, o almeno era così che li chiamavo prima. C'erano visi e fatti. Rividi il viso d'un piccolo novillero che si era fatto incornare a Valenza durante la Feria, quello d'un mio zio, quello di Ramon Gris. Ricordai alcuni fatti: come avevo scioperato, nel 1926, per tre mesi, ed ero stato per morir di fame. Mi tornò in mente una notte che avevo passata su una panchina a Granata: non avevo mangiato da tre giorni, ero furioso, non volevo crepare. Questo mi fece sorridere. Con quale ardore correvo dietro alla felicità, alle donne, alla libertà! Per che farne? Avevo voluto liberare la Spagna, ammiravo Pi y Margall, avevo aderito al movimento anarchico, avevo parlato in comizi: avevo preso tutto sul serio, come se fossi stato immortale. « In quel momento ebbi l'impressione che tutta la mia vita mi fosse davanti e pensai: "E' una sporca menzogna". Essa non valeva nulla dal momento che era finita. Mi chiedevo come avessi potuto andare in giro, scherzare con le ragazze: non avrei mosso neppure il dito mignolo se soltanto avessi potuto immaginare che sarei morto così. La mia vita era davanti a me, chiusa, sigillata come una borsa, eppure tutto ciò che vi era dentro era incompiuto. Un istante cercai di giudicarla. Avrei voluto potermi dire: è una bella vita. Ma non si poteva formulare un giudizio su di essa, era un abbozzo; avevo passato il mio tempo a rilasciar cambiali per l'eternità, non avevo capito niente. Non rimpiangevo nulla: vi erano un mucchio di cose che avrei potuto rimpiangere, il sapore del manzanilla o i bagni che facevo in estate in una piccola conca vicino a Cadice; ma la morte aveva privato ogni cosa del suo incanto ». Jean-Paul Sartre ![]() 引用通告此日志的引用通告 URL 是: http://impureblessings.spaces.live.com/blog/cns!EC27728FC67B3565!1315.trak 引用此项的网络日志
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