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11月24日 . . .Due anni, mano nella mano, sotto la pioggia di novembre. Ti ringrazio per lo Splendore che doni ogni singolo giorno, per la Luce con cui illumini la mia vita, ogni mio singolo passo. Ci aspettano ancora lunghi anni da trascorrere assieme. . . 11月7日 L'Aleph![]() Essere immortale è cosa da poco: tranne l'uomo, tutte le creature lo sono, giacché ignorano la morte; la cosa divina, terribile, incomprensibile, è sapersi immortali. (da L'immortale, Jorge Luis Borges) 10月29日 Riflessioni di ottobreMaria, sei una persona profondamente storta. Perché io sono la prima e l'ultima. Io sono l'onorata e l'odiata. Io sono la prostituta e la santa. S O P H I A 10月12日 E. S.Il grido. Sta all'inizio della vita dell'uomo sulla terra. Il grido di caccia, di guerra, d'amore, di terrore, di gioia, di dolore, di morte. Ma anche gli animali gridano; e per l'uomo primitivo grida anche il vento e la terra, la nube e il mare, l'albero, la pietra, il fiume. Ma solo l'uomo si raccoglie attorno al proprio grido, in assenza degli eventi che l'hanno provocato. 8月5日 A. M.Un uomo può sopportare molto finché può sopportare se stesso. Può vivere senza speranza, senza amici, senza libri, perfino senza musica, fino a quando può ascoltare i propri pensieri. 6月26日 Il Muro« Mi sentivo stanco ed eccitato di un tempo. Non volevo più pensare a ciò che sarebbe successo all'alba, alla morte. Questo non concludeva nulla, non m'imbattevo che in parole e nel vuoto. Ma non appena cercavo di pensare a qualcos'altro, vedevo delle canne di fucile spianate contro di me. Venti volte di seguito, forse, ho vissuto la mia esecuzione; e una volta ho perfino creduto d'esserci per davvero: dovevo essermi addormentato un minuto. Mi trascinavano verso il muro ed io mi dibattevo; chiedevo loro perdono. Mi svegliai di soprassalto e guardai il belga: avevo paura di aver gridato nel sonno. Ma lui si lisciava i baffi, non aveva notato nulla. Se avessi voluto, credo che avrei potuto dormire un momento: stavo sveglio da quarantott'ore, ero sfinito. Ma non avevo voglia di perdere due ore di vita: sarebbero venuti a svegliarmi all'alba, io li avrei seguiti, inebetito dal sonno e sarei crepato senza fare "uff"; questo non lo volevo, non volevo morire come un cane, volevo capire. E poi temevo di avere degli incubi. Mi alzai, passeggiai in lungo e in largo e, per distogliermi da quelle idee, mi misi a pensare alla mia vita passata. Una quantità di ricordi mi si riaffacciarono, alla rinfusa. Ce n'erano di buoni e di cattivi, o almeno era così che li chiamavo prima. C'erano visi e fatti. Rividi il viso d'un piccolo novillero che si era fatto incornare a Valenza durante la Feria, quello d'un mio zio, quello di Ramon Gris. Ricordai alcuni fatti: come avevo scioperato, nel 1926, per tre mesi, ed ero stato per morir di fame. Mi tornò in mente una notte che avevo passata su una panchina a Granata: non avevo mangiato da tre giorni, ero furioso, non volevo crepare. Questo mi fece sorridere. Con quale ardore correvo dietro alla felicità, alle donne, alla libertà! Per che farne? Avevo voluto liberare la Spagna, ammiravo Pi y Margall, avevo aderito al movimento anarchico, avevo parlato in comizi: avevo preso tutto sul serio, come se fossi stato immortale. « In quel momento ebbi l'impressione che tutta la mia vita mi fosse davanti e pensai: "E' una sporca menzogna". Essa non valeva nulla dal momento che era finita. Mi chiedevo come avessi potuto andare in giro, scherzare con le ragazze: non avrei mosso neppure il dito mignolo se soltanto avessi potuto immaginare che sarei morto così. La mia vita era davanti a me, chiusa, sigillata come una borsa, eppure tutto ciò che vi era dentro era incompiuto. Un istante cercai di giudicarla. Avrei voluto potermi dire: è una bella vita. Ma non si poteva formulare un giudizio su di essa, era un abbozzo; avevo passato il mio tempo a rilasciar cambiali per l'eternità, non avevo capito niente. Non rimpiangevo nulla: vi erano un mucchio di cose che avrei potuto rimpiangere, il sapore del manzanilla o i bagni che facevo in estate in una piccola conca vicino a Cadice; ma la morte aveva privato ogni cosa del suo incanto ». Jean-Paul Sartre ![]() 4月18日 Al mio maestro dell'Eterno.Adesso che il tempo sembra tutto mio Un'armonia che coglie il bello di sé per un individualismo sociale.e nessuno mi chiama per il pranzo e per la cena, adesso che posso rimanere a guardare come si scioglie una nuvola e come si scolora, come cammina un gatto per il tetto nel lusso immenso di una esplorazione, adesso che ogni giorno mi aspetta la sconfinata lunghezza di una notte dove non c'è richiamo e non c'è più ragione di spogliarsi in fretta per riposare dentro l'accecante dolcezza di un corpo che mi aspetta, adesso che il mattino non ha mai principio e silenzioso mi lascia ai miei progetti a tutte le cadenze della voce, adesso vorrei improvvisamente la prigione. Che non divenga un'allegoria di noi. Che l'eterno non conosca confini. Che la Sophia non abbia vincoli. Qui, adesso, dovunque, sempre. 3月15日 -![]() Notte terza
Oggi è stata una giornata triste, piovosa, senza un raggio di luce, come la mia futura vecchiaia. Mi opprimono pensieri così strani, così oscure sensazioni, quesiti ancora per me così nebulosi mi si affollano nel cervello! Ma, non so come, non ho né la forza né la volontà di risolverli. Non tocca a me risolvere tutto ciò!
Oggi non ci vedremo! Ieri, quando ci accomiatammo, le nuvole stavano velando il cielo e si alzava la nebbia. Io dissi che l'indomani sarebbe stata una brutta giornata; ella non rispose, non voleva parlare contro se stessa; per lei questo giorno sarebbe stato luminoso e sereno e nemmeno una nuvoletta avrebbe oscurato la sua felicità. - Se pioverà, non ci vedremo! - disse, - io non verrò.
Pensavo che non si fosse nemmeno accorta della pioggia di oggi, e invece non è venuta.
Ieri è stato il nostro terzo incontro, la nostra terza notte bianca...
Però come la gioia e la felicità rendono bella una persona! Come freme d'amore il cuore! Pare che si voglia riversare tutto il proprio cuore in un altro, si voglia che tutto sia gaio, che tutto rida. E come è contagiosa questa gioia! Ieri c'era tanta tenerezza nelle sue parole, tanta bontà verso di me nel suo cuore... Come mi blandiva, com'era affettuosa con me, come lusingava e vezzeggiava il mio cuore! Oh, quanta civetteria viene dalla felicità! E io... Io prendevo tutto per buona moneta, io pensavo che lei...
Ma, Dio mio, come mai ho potuto pensar ciò? Come dunque son potuto essere così cieco, quando tutto ormai è già preso da un altro, quando nulla è mio; quando, infine, perfino quella sua tenerezza, quella sua sollecitudine, quel suo amore... sì, amore verso di me, altro non era che gioia per il vicino incontro con l'altro, e desiderio di imporre anche a me la sua felicità!... Quando lui non venne, dopo che avevamo atteso invano, si accigliò e si fece timida e paurosa. Tutte le sue mosse, tutte le sue parole si fecero meno leggiere, meno giocose e gaie. E, strana cosa, ella raddoppiò verso di me le sue attenzioni, come se istintivamente desiderasse riversare su di me ciò che ella stessa desiderava per sé, ciò per cui ella stessa temeva, se non si fosse avverata la sua attesa. La mia Nastenka divenne così timida, si intimorì al punto che pareva avesse finalmente capito che io l'amo e si fosse mossa a pietà del mio povero amore. Così, quando siamo infelici, sentiamo più fortemente l'infelicità degli altri; il sentimento non si dissolve, ma si concentra...
Alla mia unica Luce,
a colui che mi rende ricca di doni, virtù, valori che voialtri non possedete 3月9日 - Solo per voi, figli della dottrina e della sapienza, abbiamo scritto quest'opera. Scrutate il libro, raccoglietevi in quella intenzione che abbiamo dispersa e collocata in più luoghi; ciò che abbiamo occultato in un luogo, l'abbiamo manifestato in un altro, affinché possa essere compreso dalla vostra saggezza. 2月25日 A.S."Da che cosa deriva tutto questo? Dalla naturale cattiveria del genere umano. Se questa non ci fosse, se nel nostro fondo fossimo leali, in ogni discussione cercheremmo solo di portare alla luce la verità, senza affatto preoccuparci se questa risulta conforme all'opinione presentata in precedenza da noi o a quella dell'altro: diventerebbe indifferente o, per lo meno, sarebbe una cosa del tutto secondaria. Ma qui sta il punto principale. L'innata vanità, particolarmente suscettibile per ciò che riguarda l'intelligenza, non vuole accettare che quanto da noi sostenuto in principio risulti falso, e vero quanto sostiene l'avversario". 2月24日 A.R."Voglio essere poeta, e lavoro a rendermi Veggente: lei non ci capirà niente, e io quasi non saprei spiegarle. Si tratta di arrivare all'ignoto mediante la sregolatezza di tutti i sensi. Le sofferenze sono enormi, ma bisogna essere forti, essere nati poeti, e io mi sono riconosciuto poeta. Non è affatto colpa mia. E' falso dire: Io penso, si dovrebbe dire: mi si pensa. Scusi il gioco di parole. Io è un altro." |
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